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Proprietà e trasparenza: serve il controllo esterno dei sostenitori

05/04/2018 - Come realizzarlo? Scriveteci le vostre idee

“Il Verona è anche un patrimonio di passioni e sentimenti della città” ha detto di recente Roberto Puliero. Frase significativa e, badate bene, per nulla retorica. Partiamo da qua per chiedervi: cos’è la proprietà di un club calcistico? Cosa deve rappresentare?

Il sistema attuale di un singolo imprenditore legato al quasi esclusivo sfruttamento dei diritti televisivi non è più sostenibile e autosufficiente. Il forte indebitamento del calcio, segnalato anche da un articolo della Gazzetta dello Sport del 26 marzo scorso di Marco Iaria (http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/25-03-2018/serie-a-polvere-sotto-tappeto-conti-migliori-col-trucco-plusvalenze-debiti-volano-26041110218.shtm), lo conferma. È evidente come vadano aumentate le fonti di ricavo, anche allargando le proprietà a un maggior numero soci e coinvolgendo concretamente il tessuto economico del territorio, creando così delle vere e proprie cordate azionarie di imprenditori legati sentimentalmente e professionalmente alla città. È altrettanto necessario riformare i meccanismi di trasparenza a cui ogni proprietà si deve attenere e su il cui rispetto devono vigilare i sostenitori del club. La proprietà di un club deve essere portatrice di progetti finanziari chiari, realistici, coerenti, di ampio respiro e legati concretamente al territorio.

Se non si segue questa direzione continueremo a ritrovarci gestioni finanziarie effimere, schizofreniche e velocemente mutevoli, con l'imprenditore di turno che si presenta promettendo investimenti e/o millantando floride e solide attività imprenditoriali, ma poi si ritrova a tirare a campare. Con ovvie ricadute sul campo.

Osservate bene l'andamento finanziario del nostro Verona in questi sei anni di gestione dell'attuale proprietà. Un andamento a doppio binario.

Un primo periodo caratterizzato da notevoli flussi monetari in entrata volti a promuovere principalmente una politica delle plusvalenze per ripagare gli investitori. Lapalissiano in tal senso è stato “l’affaire Iturbe”, svelato nei suoi retroscena dall’articolo dell’Espresso dello scorso 14 gennaio (http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/01/15/news/gabriele-volpi-il-miliardario-che-fa-affari-con-il-calcio-1.317003).

Per motivi ancora oggi ignoti, ma giornalisticamente molto chiacchierati, l’organizzazione gerente iniziale si è sgretolata dando vita al secondo periodo che stiamo mestamente subendo. Come di recente noi di Verona col Cuore abbiamo avuto modo di dire analizzando i bilanci, assistiamo anche a flussi monetari in uscita che servono a coprire esposizioni finanziarie di natura extra-calcistica, sottraendoli alla disponibilità del club.

Il Verona che sprofonda a Benevento è solo l’ultimo in ordine di tempo degli orrori partoriti da questa gestione. Un risultato sul campo che parte da lontano: dalle scrivanie della sede di via Belgio, in particolare da una proprietà che, come abbiamo avuto modo di illustrare, da tempo non è più all'altezza dal punto di vista economico e finanziario. Le conseguenze si vedono non solo durante le fasi di calcio mercato ma alla lunga anche sul campo dimostrando la pochezza tecnica.

È evidente che in questo preoccupante e desolante contesto non possono bastare le rassicuranti parole: “Con me l’Hellas non fallirà”. Ci mancherebbe altro che fallisse!Conoscete qualche imprenditore che voglia fallire? Perché dunque menare vanto per quello che dovrebbe essere l'ovvio, cioè non fallire?

Ma non si fallisce solo portando i libri in tribunale, quello è un fallimento imprenditoriale,questo che stiamo vivendo è un fallimento sportivo, di un modo di fare calcio (come piace dire a qualcuno) che dobbiamo cogliere l’occasione una volta per tutte di spazzare via.     

Questo modo di fare calcio sta annichilendo lentamente ma inesorabilmente la passione dei tifosi.

“Mai più un altro Setti” abbiamo letto sui social. Mai più questo scempio aggiungiamo noi.

Identità e appartenenza possono però essere un deterrente alla deriva attuale. Se l’identità è insita indirettamente e passivamente in ogni persona che fa parte di un territorio, l’appartenenza è un concetto che segna un salto di qualità: essa non può prescindere dalla partecipazione diretta e attiva del “sostenitore pensante e partecipante” che, fatto salvo il diritto della proprietà di decidere e deliberare, deve avocare a sé - tra le altre cose - la funzione di controllo esterno sulle decisioni e le delibere della stessa. 

Prossimamente entreremo nello specifico su come si possa concretizzare e organizzare questo controllo esterno, anche con il vostro contributo che state dando alla “Carta dei Valori” del tifoso pensante e partecipante (http://veronacolcuore.it/dettaglio_news.aspx?Id=20184174051). La Carta parte proprio dal concetto di proprietà, dai suoi requisiti etici (dei rappresentanti apicali) e di trasparenza (delle fonti finanziarie e dei proventi), e dal rapporto delle stessa con il territorio.

Torniamo a Puliero: “Il Verona è anche un patrimonio di passioni e sentimenti della città”. Vogliamo cogliere lo spirito, per nulla retorico e anzi molto concreto, insito nella sua frase e perciò non confinare a sterile slogan un pensiero così profondo, che anzi deve essere il punto di arrivo che dobbiamo prefiggerci per dare certezza di continuità alle vicende calcistiche del nostro Club.

Continuate a scriveteci a cartadeivalori@veronacolcuore.it per contribuire allo sviluppo della Carta dei Valori. Proprietà, trasparenza, coinvolgimento del territorio e controllo dei sostenitori. Quali le vostre idee?

Verona Col Cuore

A.C. Verona Hellas Supporters Trust

Ufficio Stampa (W.W.)

 

Verona col Cuore è uno strumento di partecipazione con il quale si intende, in un prossimo futuro, partecipare alla vita ed ai programmi dell’Hellas Verona favorendone la crescita economica e sportiva, anche attraverso la partecipazione diretta al capitale sociale del Club, coinvolgendo tutti coloro che hanno a cuore il nostro futuro.

Parole chiave, trasparenza nella gestione delle risorse e partecipazione attiva di tutti.